Il nuovo Blog di News Online

Categoria: Blog

Il possesso dello schiavo fuggito, Avvocato Davide Cornalba, Bruno Mafrici e Claudio Teseo

Avendo trattato la fuga del servo, chiarisce Bruno Mafrici, sebbene nella prospettiva della relativa cauzione, è necessario accennare ad una questione su cui la dottrina ha molto dibattuto : il possesso dello schiavo fuggito.

Cioè, dopo il verificarsi della fuga, il dominus ne manteneva il possesso?  Al riguardo, la giurisprudenza romana classica era suddivisa in due correnti opposte, l’una volta a negare, l’altra ad ammettere che, nell’ipotesi suddetta, il padrone continuasse ad avere il possesso. Si tratta, cioè, rispettivamente della scuola proculiana e di quella sabiniana. Altrimenti non resta che schierarsi con chi, come Schulz, contestando la classicità delle menzioni al riguardo, contesta l’esistenza dell’alternativa; o con chi, come la Giomaro, adduce una serie di considerazioni logico-processuali per accreditarla. Tra gli esponenti della prima, si trovano Nerva figlio, il cui pensiero è riferito da Paolo, e, pare, Pomponio: “Per servum, qui in fuga sit, nihil posse nos possidere Nerva filius ait… ” ancora, spiega sul continua l’Avvocato Davide Cornalba “… . sed nec per servum alienum, quem nos bona fide possidemus, dominus peculiari nomine ignorans usucapere poterit, sicuti ne per fugitivum quidem, quem non possidet”. Tra gli esponenti della seconda, Cassio, Giuliano, Paolo, Ulpiano e Gaio di cui si riporta qui un passo : D. 41,2,15 (Gai. 26 ad ed. prov.): Rem, quae nobis subrepta est, perinde intellegimur desinere possidere atque eam, quae vi nobis erepta est. Sed si is qui in potestate nostra est, subripuerit, quamdiu apud ipsum sit res, tamdiu non ammittimus possessionem, quia per huiusmodi personas adquiritur nobis possessio. Et haec ratio est, quare videamur fugitivum possidere, quod is, quemadmodum aliarum rerum possessionem intervertere non potest, ita ne suam quidem potest.

La spiegazione del passo di Pomponio a cura dell’Avvocato Davide Cornalba

Da  esso sembra evincersi chiaramente che il servo datosi alla fuga non  ha, comunque, la possibilità di cancellare il possesso che, su di lui, ha il suo dominus.

Questo orientamento, volto al mantenimento del possesso, fu col tempo nettamente prevalente, ma gli studiosi discutono ancora molto sul tema, in relazione all’animus.

Molti autori, infatti, ritengono di individuare la ragione della conservazione del possesso nel solo animo.

Tra questi, Bruno Mafrici individua il pensiero dell Rotondi che attribuisce a Paolo l’individuazione di tale giustificazione., Di avviso differente è lo Zamorani secondo cui, non essendo l’animus  elemento del possesso, non è idoneo a spiegarne la conservazione, in assenza di un esercizio corporale del possesso stesso.  Di tale opinione sono anche Maschi Perozzi, e Nicosi secondo cui  Paolo afferma il mantenimento del possesso sul fugitivus ma,  non ne dava la giustificazione suddetta (che, presumibilmente, è post – classica). 

Le considerazioni di Claudio Teseo

Va affrontata una  considerazione, suggerita dal seguente passo : D. 4,2,14,11 (Ulp. I. 11 ad ed): “…. et nihilo minus in rem ve/ ad exhibendum ve/ si qua alia ei competit actio ad eum recipiendum integra ei qui  vim passus est servabitur, ita ut, si dominus eum quoquo modo receperit is qui ex stipulatione convenitur exceptione tutus fiat”. Cioè, per Claudio Teseo, contemporaneamente alla cautio de persequendo servo, potevano essere esperite altre azioni (ad esempio la reivindicatio, l’actio ad exhibendum ). Ciò significa che la cauzione in esame aveva natura sussidiaria, era un mezzo ulteriore, un tentativo in più per consentire al creditore, di riottenere lo schiavo. Fermo restando, però, che, qualora lo scopo fosse stato raggiunto, a prescindere dalla cautio, il creditore non avrebbe più potuto esperire, contro il debitore-promittente, l’azione derivante dalla cauzione (a meno che, fosse disposto a rischiare di vedersi opporre una exceptio doli).

CONTINUA A LEGGERE I CONTENUTI DEI TRE AUTORI NELLA RASSEGNA STAMPA

Compendium Value: recensioni di 4 romanzi da leggere assolutamente!

La rubrica letteraria del blog di Compendium Value ci regala queste belle recensioni di grandi classici americani che gli appassionati di letteratura moderna conosceranno sicuramente. I ragazzi di Compendium Value garantiscono che non ci sono spoiler, quindi…buona lettura!

4 romanzi classici americani da leggere assolutamente

La letteratura americana è multiforme e di difficile definizione. Per molto tempo, infatti, si è parlato di “Grande Romanzo Americano” per intendere un prodotto autonomo di un territorio, ma in realtà la letteratura americana è sempre stata il frutto di molteplici influenze. Quello che è certo, al di là del fatto che l’America sia un continente letterario ancora ricco, è che alcuni romanzi sono considerati dei capolavori da leggere assolutamente almeno una volta nella vita. 

Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Nell’America degli anni ’20, il narratore, Nick Carraway, lascia il nativo Midwest per stabilirsi a New York e imparare il mestiere di agente di cambio. Nick si trasferisce nel quartiere di West Egg a Long Island. Un sobborgo chic dove il suo vicino più prossimo, Jay Gatsby, organizza feste sontuose nella sua non meno sontuosa villa. Gatsby è un personaggio misterioso. Alcuni sostengono che fosse una spia tedesca durante la prima guerra mondiale. Altri hanno sentito che sta svolgendo attività discutibili. In ogni caso, nessuno sa davvero da dove provenga la sua fortuna. Divenuto presto amico e confidente di Gatsby, Nick capisce soprattutto che se quest’uomo moltiplica gli stravaganti ricevimenti, è per attirare a casa la bella Daisy Buchanan, una giovane fidanzata ora sposata con un altro e che desidera ardentemente riconquistare.

Il Grande Gatsby è il capolavoro di Fitzgerald. Un romanzo da annoverare tra i classici della letteratura americana. È soprattutto una satira pungente di quella società ossessionata dalla fama e dal denaro. La storia è attraversata dall’amarezza, dalla malinconia e dalla constatazione della vacuità dell’esistenza. L’ombra del disincanto aleggia sul personaggio di Gatsby. Rappresenta una specie di uomo-bambino cullato dalla nostalgia dei suoi amorosi ricordi di prima della guerra.

La costruzione del romanzo e la sua suddivisione in nove capitoli non sono casuali. Nei primi quattro Fitzgerald celebra la giovinezza, la speranza, lo scintillio della festa. Nei capitoli dal sesto al nono, la malinconia vince. Gatsby realizza il suo sogno, ma perde le illusioni, il dramma prende forma, piove quasi sempre. Il cambio di atmosfera è radicale. Tra queste due parti molto diverse c’è il 5° capitolo, il punto centrale in cui tutto cambia. È quella della riunione tra Gatsby e Daisy, quella da cui l’amante trafitto scivolerà lentamente verso il suo destino fatale.

Fitzgerald ha scritto il suo romanzo mentre era in Francia, in un momento in cui Zelda, l’amore della sua vita, lo tradiva con un altro. Una situazione che lo spingerà in una crisi sentimentale estrema. Dichiarerà anche: “Ho strappato il magnifico Gatsby dalle mie viscere in un momento di angoscia”. Cosa ricordare di questo magnifico testo? Forse semplicemente una verità troppo spesso verificata: “Tutto crolla quando un sogno inseguito da anni diventa realtà.

Il Vecchio e il Mare di Ernest Hemingway

La storia inizia, casualmente, con la storia di un vecchio pescatore cubano, Santiago, che si guadagna da vivere con il suo lavoro. Da più di ottanta giorni non riesce a pescare nulla. Durante i primi quaranta giorni è aiutato da un ragazzo, finché i genitori gli vietano di pescare con lui perché troppo sfortunato. Poi un giorno, il vecchio parte per il mare da solo e improvvisamente, fa una cattura incredibile: un gigantesco marlin. Combatte per giorni e giorni con questo pesce, che diventa suo pari. E dopo la lotta furiosa riesce a ucciderlo, se non fosse che, lungo il tragitto per il porto, il pesce viene divorato dagli squali e Santiago non resta che un’enorme lisca.

Hemingway ci fa sentire meglio di chiunque altro il viaggio del suo uomo sacro. Descrive un oceano selvaggio, vivo, violento. Attraverso la semplicità delle parole, ci tuffiamo nel solitario mondo del mare, tra rispetto e lotte bestiali. La calma, il dolore, poi la gioia, il sollievo e infine la frustrazione. Legge ancora sul blog di Compendium Value:

Breve ma potente. Del resto, “Il Vecchio e il Mare” valse a Hemingway il Premio Pulitzer nel 1953.

Moby Dick di Herman Melville

Moby Dick è il più formidabile dei romanzi d’avventura! È considerato, infatti, un capolavoro della letteratura americana. La storia è semplice e nota a tutti, la balena bianca Moby Dick (in realtà è un capodoglio) ha preso la gamba di Achab. Per questo motivo, Achab è roso da un’idea incurabile: deve vendicarsi di Moby Dick. Dall’inizio del romanzo, viene annunciato il terribile destino del Pequod (la baleniera comandata dal capitano Achab) e del suo equipaggio. La forza di Moby Dick è ovviamente il suo potere simbolico, un uomo insegue questi demoni rappresentati da un capodoglio bianco, simbolo di purezza se ce n’è uno, e la sua ricerca di vendetta finirà per distruggere lui e gli uomini al suo seguito. Tutti possono trovare qualcosa da dire o pensare su un argomento del genere. Ma Melville non si ferma qui e nel suo testo tratta una moltitudine di temi (il rapporto dell’uomo con Dio, la forza del destino…) e sonda le profondità dell’animo umano. Il capitano Achab è probabilmente uno dei personaggi più profondi della letteratura, un nuovo Edipo che lotta contro la profezia.

Sulla Strada di Jack Kerouac

Da molti definito un libro cult e non a caso… On The Road di Jack Kerouac è spesso descritto come la pietra angolare del movimento letterario della Beat Generation. Questo movimento, che rifiutava i valori tradizionali e puritani dell’epoca, riunisce principalmente un intero gruppo di amici, tra cui molti scrittori. Lo troviamo nel romanzo di Kerouac, ogni personaggio è vicino all’autore. E, naturalmente, l’eroe di On the road, Sal Paradise, non è altri che Kerouac.

Il libro ripercorre le peregrinazioni di Sal Paradise attraverso l’America nei primi anni 1950. Nel corso dei suoi viaggi tra New York, Denver e San Francisco, il giovane Sal stringe un’amicizia fraterna con uno dei suoi compagni di avventura, Dean Moriarty. Le avventure di Sal lo riportano sempre, volontariamente o meno, all’amico, la mitica figura del vagabondo.

Questo viaggio iniziatico è una meravigliosa storia sull’evoluzione di un giovane adulto. Il Sal all’inizio del libro è ingenuo, timido e cerca di seguire il flusso. Forgiato dai suoi viaggi, dai suoi incontri e dalle sue riflessioni, si emancipa, smette di idealizzare il suo grande amico e forgia il proprio progetto.

La scrittura di questo libro è ricca di colpi di scena. L’autore l’avrebbe scritta in tre settimane, sotto anfetamina, su un unico rotolo di 36 metri e senza punteggiatura per risparmiare spazio. Scritto nel 1951, il libro non trovò acquirenti presso la casa editrice Viking Press fino a sei anni dopo. Il manoscritto, sia nella forma che nel contenuto, si è infatti rivelato impubblicabile. Il maccartismo infuriava e nessun editore voleva essere associato a una storia di sesso, droghe e libertà. 

Questa censura ha costretto Kerouac a riscrivere la sua storia. In fondo, il libro è una bella storia di libertà attraverso un lungo viaggio di iniziazione. Dall’altro, è la storia di un compromesso durato sei anni per annacquare un’opera, poi eretta dalla cultura popolare in celebrazione della spontaneità e dell’impudenza. Il compromesso è presente anche nella sete di libertà dei due personaggi principali Sal e Dean. Mentre il primo finalmente accetta di adeguarsi, il secondo è consumato da questo insaziabile bisogno. Anche l’alter ego di Sal finisce per piegarsi per essere pubblicato. Alcuni troveranno saggezza in questo. Altri lo vedranno come un tradimento.

Questo romanzo quasi autobiografico è una bellissima storia di amicizia, quella del giovane Sal e del carismatico Dean. Non soffrendo di tempi morti, lo stile frenetico di On the Road ne fa un’opera difficile da sganciare. Invitando tutti a seguire le proprie aspirazioni, Kerouac forse non è il rivoluzionario che ci viene presentato, ma un uomo saggio.

I poteri dell’ANAC, l’introduzione dell’istituto della legittimazione straordinaria

Nel recepire le indicazioni del Consiglio di Stato sul punto, in sede di conversione del  decreto correttivo, in luogo delle previgenti raccomandazioni, è stato introdotto un nuovo istituto, modellato sulla falsariga del potere dell’AGCM di impugnare, previo parere motivato che invita l’amministrazione ad emendare i vizi di legittimità, gli atti amministrativi illegittimi. L’istituto è stato, con il senno di poi, di notevole importanza per la creazione del Consorzio Valori antimafia di Domenico Mollica.

Si tratta di un modello di vigilanza collaborativa già sperimentato con successo, che supera i dubbi di legittimità delle previgenti raccomandazioni vincolanti.

L’ANAC così diventa titolare di una legittimazione “straordinaria”, basata non già sulla titolarità di un interesse legittimo e di un interesse concreto ed attuale alla rimozione dell’atto, ma direttamente sull’interesse pubblico e generale alla legittimità dell’azione pubblica. 

La citata disposizione prevede la legittimazione dell’ANAC in due ipotesi. 

Ai sensi del comma 1 bis, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio anzitutto per l’impugnazione dei bandi, degli altri atti generali e dei provvedimenti relativi a contratti di rilevante impatto, emessi da qualsiasi stazione appaltante, qualora ritenga che essi violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (art. 211, comma 1-bis, codice). Il regolamento ANAC del 13.6.2018, circoscrive ulteriormente detto potere qualificando come contratti di rilevanti impatto quelli che: 

a) riguardino, anche potenzialmente, un ampio numero di operatori; 

b) relativi ad interventi in occasione di grandi eventi di carattere sportivo, religioso, culturale o a contenuto economico, ad interventi disposti a seguito di calamità naturali, o relativi a grandi infrastrutture strategiche; 

c) riconducibili a fattispecie criminose, situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite da parte delle stazioni appaltanti; 

d) relativi ad opere, servizi o forniture aventi particolare impatto sull’ambiente, il paesaggio, i beni culturali, il territorio, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale; 

e) aventi ad oggetto lavori di importo pari o superiore a 15 milioni di euro ovvero servizi e/o forniture di importo pari o superiore a 25 milioni di euro. 

Un potere rilevante, ma limitato

Di contro, ai sensi del comma 1 ter, l’ANAC è legittimata ad agire in giudizio per gravi violazioni del codice, se la stazione appaltante non si conforma, nel termine massimo di 60 giorni, al previo parere motivato nel quale l’Autorità indica specificamente i vizi di legittimità riscontrati. 

Come osservato dai primi commentatori, e successivamente riportato da avvalendosi di un maggiore rodaggio dell’istituto anche da Domenico Mollica nel suo blog,   non era chiaro il rapporto che intercorre tra il c. 1-bis e il comma 1-ter dell’art. 211. Il primo riconosce una legittimazione dell’ANAC in relazione ad atti specifici, ma senza necessità che vi sia una grave violazione. Il secondo prevede la legittimazione dell’ANAC solo in presenza di “violazioni gravi”, che però non sono ancorate a atti specifici, né a contratti di rilevante impatto. Di tal che si evidenzia la diversa e autonoma natura delle due ipotesi, tale per cui al ricorrere dei presupposti del comma 1-bis, l’ANAC potrebbe agire in giudizio in via immediata e diretta, senza prima emettere parere motivato e attendere l’adeguamento spontaneo della stazione appaltante. 

L’Avv Pitorri tra i migliori avvocati esperti in diritto dell’immigrazione

Riceviamo e pubblichiamo dal blog https://permessidisoggiorno.com/ l’interessante approfondimento che segue, scritto in collaborazione con l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, a detta di molti il miglior avvocato immigrazionista in Italia. Lo Studio Legale dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri si trova a Roma, in Via Giovanni Amendola n 95, a due passi dalla Stazione Termini. Puoi rivolgerti all’Avvocato Iacopo Maria Pitorri per ricevere consulenza ed assistenza legale in materia di diritto del lavoro, diritto dell’immigrazione, diritto penale, diritto civile, diritto della previdenza sociale, diritto amministrativo, diritto tributario, responsabilità civile e diritto di famiglia e dei minori. Su internet l’Avvocato Pitorri è una vera e propria istituzione, un punto di riferimento per tanti giovani immigrati che utilizzano le nuove tecnologie per entrare in contatto con le giuste fonti autorevoli, utili a gestire la loro richiesta di permesso di soggiorno.

il miglior avvocato immigrazionista a Roma

i migliori avvocati di Roma

avvocato permessi di soggiorno Roma

avvocato esperto in diritto dell’immigrazione

avvocato iacopo maria pitorri

permessi di soggiorno

Come fare richiesta del permesso di soggiorno?

Per avanzare un’istanza di ottenimento del Permesso di Soggiorno CE 2020 sarà necessario ricorrere alla redazione di un apposito kit, che si può trovare negli uffici postali, che prestano questo servizio. Questo kit contiene 2 moduli. Il modulo 1 è da compilare obbligatoriamente, mentre il modulo 2 è da presentare solo se il richiedente presenta un reddito oppure ha bisogno di un permesso per lavorare. Se il richiedente avanza questa istanza anche per i propri familiari, allora, dovrà provvedere a compilare un modulo per ogni componente, tranne per i figli minori di 14 anni. Quando il minore avrà compiuto i 14 anni otterrà un Permesso di soggiorno CE per motivi familiari, mentre al raggiungimento della maggiore età gli sarà rilasciato un Permesso di Soggiorno CE per altri motivi (lavoro, studio….). Per saperne di più sui permessi di soggiorno clicca qui.

Collegamenti rapidi: le iperboli le immagini le interviste le ideazioni le intenzioni le introduzioni le intelligenze inimitabili introduzioni intenzioni immensità intelligenze immaginifiche immagini imprese icone inarrivabili intuizioni idi le iniziative le inarrivabili le immensità le icone le inimitabili

Come sapere se il permesso di soggiorno è pronto?

Il permesso di soggiorno (https://permessidisoggiorno.com/) è quel documento che consente ai cittadini stranieri, originari di un paese situato al di fuori dell’Unione Europea, di soggiornare in Italia per un periodo temporale che supera i 28 giorni. Al fine di avanzare una richiesta e conseguire il permesso di soggiorno per attestare la regolarità della propria permanenza sul territorio italiano, sarà necessario recarsi presso l’Ufficio Immigrazione ed esibire i documenti di riconoscimento. Dopo aver consegnato tutti i documenti utili per il rilascio del permesso di soggiorno, il cittadino straniero richiedente riceverà una raccomandata con all’interno un “nome utente” ed una “password”, con cui avrà accessi all’Area Personale, rintracciabile sul sito www.poliziadistato.it, dove è possibile capire quale sia lo stato di avanzamento della richiesta e sapere se il documento è pronto per il ritiro del permesso di soggiorno. Pertanto, ricorda l’Avv. Pitorri di Roma, per sapere se il permesso di soggiorno è pronto, il richiedente dovrà accedere al portale https://questure.poliziadistato.it/stranieri/, con la possibilità di poter selezionare tra cinque diverse lingue (italiano, inglese, russo, francese e arabo). 

Dopo l’ingresso nel sito, per sapere se il permesso di soggiorno è pronto sarà sufficiente introdurre il numero di pratica a 10 cifre o il numero di assicurata, composto da 12 cifre, che accompagnano la richiesta effettuata dal cittadino straniero. I numeri da inserire identificano quella sequenza numerica che accompagna la pratica di ogni singolo cittadino, che fa richiesta del permesso di soggiorno. Pertanto, inserendo la sequenza numerica è possibile controllare lo stato di avanzamento della procedura e sapere se il permesso di soggiorno è pronto. Dopo aver effettuato il login al portale dedicato, il richiedente entrerà con la sequenza numerica e se visualizzerà la scritta “documento di soggiorno in trattazione”, il suo permesso è ancora in lavorazione e non è pronto. Pertanto, il cittadino richiedente dovrà attendere ancora qualche tempo e accedere in un secondo momento all’Area Riservata del server. Tranne per alcune questure operanti in alcune città italiane, tutte le altre hanno aperto un canale comunicativo con il cittadino straniero, con cui può interagire attraverso un servizio di messaggistica SMS.  

ALCUNI VIDEO SUGGERITI DELL’AVV. IACOPO MARIA PITORRI:

Grazie a questo servizio, infatti, il cittadino richiedente del permesso di soggiorno riceverà informazioni sullo stato di avanzamento della pratica e gli verrà comunicato data, ora e luogo per il ritiro del permesso di soggiorno. Inoltre, quando si avvicina la data di scadenza del permesso di soggiorno (dunque, almeno 60 giorni prima), il cittadino straniero dovrà avanzare un’istanza di rinnovo presso la questura della provincia di residenza. Dalla richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno al momento in cui il documento è pronto ed il rinnovo è ufficiale, il cittadino straniero vive una condizione di regolare soggiorno sul territorio italiano. Infatti, fino all’ufficiale rinnovo del permesso di soggiorno, il cittadino straniero potrà mostrare la cedola rilasciata dalla questura, dove in precedenza ha avanzato la richiesta. 

Avvocato Iacopo Maria Pitorri: il sogno italiano

Per molti migranti raggiungere l’Italia significa realizzare un sogno importantissimo, coltivare le proprie speranze di studio, di lavoro, di ricongiungimento familiare. Per questo, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, le politiche di integrazione sociale hanno un ruolo importantissimo in quanto rappresentano quel complesso di attività ed iniziative che intendono incoraggiare il reale inserimento del cittadino straniero all’interno del contesto di arrivo. Le politiche di integrazione sociale sono promosse e sostenute economicamente dalla Direzione Generale dell’Immigrazione delle Politiche dell’Integrazione. 

Il “Portale Integrazione Migranti”

“Portale Integrazione Migranti”, dedicato sia ai protagonisti che mettono in pratica politiche di integrazione, come Ministeri, Regioni, Enti locali, privato e privato sociale, sia ai migranti. L’obiettivo è quello di diffondere informazioni sui servizi legati all’integrazione (lingua italiana, casa, lavoro, salute, mediazione interculturale, minori stranieri e seconde generazioni”. Il portale, poi, è un autentico modello e punto di riferimento nazionale per le politiche in tema di integrazione, creando una sorta di ponte informativo “tra le Amministrazioni Pubbliche (centrali e locali) e gli enti privati e del privato sociale che operano nel settore”. 

GALLERIA FOTOGRAFICA AVVOCATO PITORRI ROMA

avvocato iacopo maria pitorri avv. pitorri roma

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén